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Ascorbato di potassio: una potente arma contro i tumori

Dagli anni ’30 esistono ricerche sull’uso terapeutico dell’ascorbato nella cura di patologie degenerative. Ma è grazie al Professor Valsè Pantellini che ne è stata provata l'effettiva utilità


Quando nel 1997 il Professor Valsè Pantellini fu insignito dell’onorificenza dell’Accademia delle Scienze di Mosca per aver contribuito, con le cure a base di ascorbato di potassio, ad alleviare le sofferenze dei bambini di Chernobyl, i medici sovietici credevano che si trattasse di un rimedio top-secret. In realtà già dagli anni ’30 esistono ricerche sull’uso terapeutico dell’ascorbato nella cura di patologie degenerative e Pantellini ne dedusse la sua utilità in modo del tutto casuale nel 1947, quando un orafo, amico dello stesso Dott. Pantellini, malato di cancro inoperabile allo stomaco ebbe dei risultati inaspettati ed assolutamente straordinari assumendo delle limonate in cui per errore inseriva del bicarbonato di potassio invece dell’usatissimo bicarbonato di sodio. Per circa vent’anni Pantellini ha studiato ed analizzato il problema, arrivando a fare due pubblicazioni specifiche nel 1970 e nel 1974 (Rivista di Patologia Medica).
Nonostante sia trascorso oltre un terzo di secolo dagli studi del biochimico fiorentino, l’ascorbato di potassio continua ad essere una sostanza ancora sconosciuta per i protocolli ospedalieri italiani.

Ad evitare che il prezioso lavoro svolto dal Pantellini venga perso per sempre, è oggi la Fondazione Internazionale Valsé Pantellini ( HYPERLINK "http://www.pantellini.org" www.pantellini.org) che, in collaborazione con l’Università di Parma e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Pisa, porta avanti gli studi del professore fiorentino scomparso nel ‘99.

Per comprendere la grande portata degli studi di Pantellini è necessario spiegare prima il ruolo svolto dal potassio nella regolazione dell’attività metabolica cellulare. Tale sale minerale, molto diffuso in natura, controlla il funzionamento di quella che viene definita la “pompa sodio/potassio”, un meccanismo estremamente sofisticato che regola l’assorbimento a livello cellulare riequilibrando la presenza della giusta quantità di sodio nel liquido attorno alle cellule (es. sangue, linfa, ecc) e del potassio al loro interno. La carenza di potassio nell’organismo causa l’alterazione della pompa sodio/potassio causando gravi degenerazioni a livello cellulare che poco alla volta possono portare a gravi patologie, fino al cancro.

Ora, l’importanza degli studi del Pantellini risiedono proprio nella scoperta dell’utilizzo dell’ascorbato di potassio come modo per reintegrare in maniera efficace le carenze del sale, ripristinando l’equilibrio e la salute dell’organismo. Oltre alle proprietà anticancerogene, l’ascorbato di potassio è, insieme ad altri micronutrienti (selenio, clorofilla, vitamine A, B, E, magnesio), un efficace anti-promotore tumorale. Questo vuol dire che è in grado di arrestare la progressione di una neoplasia. Per migliorarne l’assimilazione e quindi l’efficacia, da alcuni anni l’Università di Parma e il Cnr di Pisa hanno sperimentato, con risultati molto positivi, un’intuizione del Pantellini, cioè la combinazione ascorbato di potassio e ribosio, uno zucchero elementare che svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare.
Si tratta di una novità assoluta in campo internazionale poiché questa sostanza non è mai stata impiegata a livello terapeutico né preventivo verso patologie oncologiche e/o degenerative.

Con il ribosio effetto “Turbo”
L'impiego del ribosio, a bassa concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico, è legata alla sua potenziale attività catalitica per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma cellulare, anche perché non segue il destino della vitamina C (dopo pochissime ore dall'assunzione si trasforma in acido ossalico e se ne va dall'organismo per via renale) ma si “consuma” in modo diverso.
A livello di attacco in una patologia oncologica, l'ascorbato di potassio con ribosio tenta di limitare le risorse energetiche delle cellule neoplastiche.
Nelle patologie autoimmuni, l'azione del composto è volta a regolare la bio-informazione verso le cellule del sistema immunitario (particolarmente i linfociti).

Quanto e come assumere l’ascorbato?
Il composto si ottiene estemporaneamente in soluzione acquosa acido ascorbico (150 mg) e bicarbonato di potassio (300 mg di cui 117 mg di potassio) ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto, tende alla neutralità. I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua (circa due dita) senza utilizzare il cucchiaino metallico (potenziale rischio di ossidazione dell’acido ascorbico).
Entrambi devono essere conservati in bustine impermeabili predosate e sigillate sotto vuoto con una bassa percentuale di umidità ambientale. Questo perché si tratta di sostanze fortemente igroscopiche e, limitatamente all’acido 1-ascorbico, anche altamente fotosensibile. Quando si scioglie in acqua il prodotto deve “mussare” (effervescenza).
È sempre opportuno che venga fatta una valutazione da personale competente per suggerire le dosi più idonee caso per caso.

L'ascorbato di potassio non è da considerare, comunque, una terapia alternativa quanto piuttosto una metodica di base perché agisce sui meccanismi bio-chimico-fisici di base del funzionamento cellulare e può essere applicata, con le dovute precauzioni ed accorgimenti, anche con i protocolli standard ospedalieri sia in relazione alla chemioterapia che alla radioterapia. I protocolli con ascorbato di potassio possono favorevolmente essere utilizzati anche in preparazione agli interventi chirurgici (sempre in presenza di patologie degenerative).
(Fonte: HYPERLINK "http://www.pantellini.org" www.pantellini.org)


(25-08-2008 07:19)



 
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