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L'Umbria nella Giornata mondiale contro il Fumo 2013

Chi si sente motivato a smettere di fumare ma pensa di non potercela fare da solo può rivolgersi ai medici di medicina generale, ai farmacisti e ai servizi della USL Umbria 1. Intanto, è già disponibile un test per aiutare i fumatori


Venerdì 31 maggio 2013 è la Giornata mondiale contro il Fumo.
“Hai mai pensato di smettere di fumare?”. È la prima domanda che i fumatori di breve o lunga data dovrebbero porsi. Per questo la USL Umbria 1, in stretta collaborazione con l’AFAS e i medici di medicina generale, ha già realizzato e iniziato a diffondere un semplice test per permettere ai fumatori di valutare il grado di dipendenza fisica dalla nicotina e la motivazione al cambiamento. Il depliant - nel quale sono indicati tutti i soggetti cui rivolgersi per chiedere sostegno, una volta individuata la motivazione a smettere di fumare - sarà disponibile gratuitamente presso tutte le farmacie, gli ambulatori e i centri di salute dei distretti della USL Umbria 1.

“Già da qualche anno l’azienda ha collaudato una serie di attività rivolte a chi vuole smettere di fumare – spiega Luciano Bondi, responsabile dell’unità antifumo - attraverso l'offerta di corsi di gruppo “Stop al fumo” e trattamenti di counselling individuali. I corsi sono inseriti in un progetto più ampio di interventi di rete che coinvolge i medici di medicina generale, le farmacie, il consultorio materno infantile e i centri di salute dei distretti. Ma oltre ai servizi di sostegno per favorire l’intero percorso di disassuefazione al fumo di sigaretta, l’azienda si impegna fortemente anche nell’attività di prevenzione per penetrare con efficacia nel target dei più giovani. Attualmente è in fase di avvio un progetto di comunità per il territorio afferente al Centro di Salute di Ponte Felcino, che coinvolgerà anche i pediatri di libera scelta e le scuole del territorio. Si stanno inoltre concludendo, con ampio e positivo riscontro fra insegnanti e genitori, i progetti di intervento nelle scuole materne ed elementari del territorio di Marsciano”.

“La nostra Azienda – conclude il dottor Bondi - è stata recentemente scelta dalla Regione Umbria per la conduzione del Progetto Nazionale CCM 2012 sul fumo, rivolto in particolare ai giovani fumatori e agli adulti nei luoghi di lavoro. La parte più significativa del progetto si svolgerà nella Casa della Salute di Bastia Umbra”.

QUELLO CHE TUTTI SANNO
Il fumo di sigaretta è tra i principali fattori di rischio nell’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative a carico principalmente, ma non solo, all’apparato respiratorio e cardiovascolare. Secondo i dati del 2012 rilevati dal Sistema nazionale di sorveglianza sugli stili di vita PASSI, in Italia i fumatori abituali rappresentano il 28% della popolazione tra i 18 e i 69 anni. La realtà Umbra, rilevata a partire dal 2009, evidenzia una significativa riduzione della percentuale di fumatori, che nel 2012 scende al 27% e si posiziona in linea con la media italiana.
L’abitudine al fumo è più diffusa tra gli uomini, tra i 18-34enni, tra le persone con una scolarità media-inferiore e in quelle con molte difficoltà economiche.
Si fumano in media 12 sigarette al giorno, ma ben ¼ dei fumatori fuma più di un pacchetto di sigarette al giorno.
Quasi la metà dei fumatori ha tentato di smettere; di questi 1 su dieci è riuscito a smettere.
Indipendentemente dall’esito, quasi tutti hanno tentato da soli, il 2% ha fatto uso di farmaci e solo lo 0,5% ha partecipato a incontri o corsi organizzati dalle USL.

I LUOGHI DEL FUMO E IL DIVIETO
In Umbria il divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro viene rispettato in minor misura rispetto alla media italiana, tra i lavoratori intervistati l’86 % ha dichiarato che il divieto di fumare negli ambienti di lavoro è sempre o quasi sempre rispettato contro il 90% di media italiana.
In casa il “divieto di fumo” aumenta in presenza di minori: l’astensione dal fumo infatti è più alta nelle case in cui vive un bambino fino a 14 anni; tuttavia in circa 1/5 di queste case il fumo non è ancora stato completamente bandito dall’ambiente domestico.

QUELLO CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE
Tra gli intervistati che negli ultimi 12 mesi hanno avuto un contatto con un operatore sanitario, al 39% è stato chiesto se fumano e tra i fumatori il 52% ha ricevuto il consiglio di smettere. Nella maggior parte dei casi il consiglio è stato dato a scopo preventivo (20%); non sempre basta a motivare la dismissione, capire il proprio effettivo grado di dipendenza fisica e psicologica dalla sigaretta e le motivazioni che possono indurci a cambiare radicalmente il nostro comportamento di fronte all’abitudine al fumo sono determinanti.


(29-05-2013 22:53)



 
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