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Un anno di qualità della vita

“ItaliaOggi” ha riportato i dati relativi al il nono rapporto “Qualità della vita 2007”. La provincia di Perugia risale la classifica e si colloca al 46° posto dal 59° del 2006. Ma vediamo i dettagli

“E’ stato pubblicato sul quotidiano “ItaliaOggi” del 10/12/07 il nono rapporto “Qualità della vita 2007” che fotografa e classifica, come ogni anno, le 103 province italiane in base ad una serie di “dimensioni” economiche, sociali ed ambientali. Il dato complessivo che emerge, in sintesi, è che passano gli anni ma il panorama non cambia, con un’Italia divisa nettamente a metà tra un Centro-Nord attivo e dinamico e un Sud che continua ad arrancare. Tra le prime dieci province troviamo, infatti Bolzano, seguita da Trento, Mantova, Bologna, Modena, Siena, Firenze, Ravenna, Belluno e Piacenza. Tra le ultime, Isernia, Napoli, Crotone, Benevento, Taranto, Agrigento, Caltanissetta, Reggio Calabria, Enna e Caserta. Il livello generale della qualità della vita nella provincia di Perugia risale la classifica e si colloca al 46° posto (59° nel 2006) ed ottiene una valutazione “accettabile” nella scala “buona, accettabile, scarsa, insufficiente” (era scarsa nel 2006)”.
L’informazione proviene dall’Ufficio Statistica della Provincia di Perugia.


Ma entriamo nel dettaglio delle singole otto “dimensioni” prese in considerazione e valutate. La dimensione “affari e lavoro” (che comprende ad es. fallimenti, tasso di occupazione e numero di imprese registrate) sottolinea il ruolo trainante del Nord-Est d’Italia; la provincia di Perugia occupa, come nel 2006, il 55° posto, ma ottiene la valutazione “accettabile” (era scarsa nel 2006) grazie soprattutto alla riduzione del numero di fallimenti ogni 10000 imprese registrate. La seconda dimensione considerata riguarda l’“ambiente” (concentrazione di biossido d’azoto PM10, numero di autovetture circolanti, produzione di rifiuti urbani, piste ciclabili, verde pubblico, z.t.l., uso del trasporto pubblico) la cui classifica rivela che la provincia di Perugia è al 39° posto (43° nel 2006) riconfermando un livello di valutazione “accettabile”. Per quanto concerne l’analisi relativa alla “criminalità”, la provincia di Perugia si attesta quest’anno alla 56° posizione (63° nel 2006), rientrando nel gruppo delle province con valutazione “scarsa”, come nel 2006. In questa dimensione sono stati considerati, ad esempio, i reati contro la persona ed il patrimonio, gli omicidi, i reati connessi allo spaccio ed alla prostituzione, le rapine e i furti; tra questi le sottodimensioni che hanno maggiormente contribuito alla scarsa valutazione della provincia di Perugia riguardano “le violenze sessuali su maggiori di 14 anni” (81° posto), “i reati di prostituzione” (84° posto), “scippi e borseggi” (92° posto). La dimensione “disagio sociale e personale” rivela che le posizioni di coda sono occupate dalle province in cui è più elevato il livello di benessere materiale (Trieste, Genova, Gorizia), mentre quelle più svantaggiate che si piazzano nelle posizioni di testa sono Caserta, Avellino e Vibo Valentia.

La provincia di Perugia si attesta al 91° posto, confermando la posizione occupata nel 2006 e rientrando nella categoria di province con valutazione “scarsa”. Le dimensioni valutate per questo aspetto sono ad esempio il tasso di disoccupazione, i divorzi, i suicidi ecc. Il contributo maggiore alla scarsa collocazione della provincia di Perugia è dato dal numero di disabili (99° posto). La dimensione “popolazione” in Italia evidenzia una generale stabilità; l’unico elemento di novità è rappresentato dalla ripresa del trend della natalità nelle regioni settentrionali. La provincia di Perugia si colloca al 23° posto (34° nel 2006), ottenendo una valutazione “accettabile”; in particolare occupa il 43° posto quanto a numero medio di componenti per famiglia con un valore pari 2,5. La dotazione di “servizi” (ad es. posti letto ospedalieri, sportelli bancari, numero degli studenti e dei professori) vede la provincia di Perugia collocarsi al 14° posto (13° nel 2006), con un livello di valutazione “buono”. Un ulteriore aspetto analizzato è quello del “tempo libero”, inteso come, ad esempio, la spesa per gli spettacoli in genere, le sale cinematografiche, le palestre, le librerie, le associazioni culturali e ricreative; nel complesso abbiamo assistito nell’ultimo decennio alla nascita e rapida diffusione di un polo del tempo libero dislocato tra Emilia Romagna, Liguria e Italia centrale determinata anche dalla spiccata vocazione turistica del territorio.
L’elemento di novità è invece rappresentato dal fatto che nelle posizioni di coda non figurano solo province del Centro-Sud ma anche alcune del Nord-Ovest. La provincia di Perugia si colloca al 23° posto (28° nel 2006). L’ultimo e significativo dato è quello relativo al “tenore di vita”, ovvero in sintesi la spesa media pro-capite per consumi, valore aggiunto pro-capite, depositi bancari, prezzo al mq. per appartamento e variazione dei prezzi al consumo. La frontiera del benessere separa nettamente il Nord da Centro-Sud, correndo lungo il confine a cavallo dell’Appennino tosco-emiliano. La provincia di Perugia si colloca 56° posto (62° nel 2006).